Benvenuti nel nostro sito

Nella terra dei conflitti di interesse (non solo quello berlusconiano) e dei sottrattori di bene pubblico (oltrechè dei simulatori di verità)..., dove lo spreco si confonde con la miseria, dove non sai mai quello che ti capita... ma ormai ci sei abituato... e se capita non ti meravigli più, dove per vincere una battaglia non occorre coraggio ma capacità economica.... abbiamo deciso (vestendo tutto il coraggio possibile) di andare contro corrente e di mettere a nudo realtà spesso soffocate dai giochi di potere in grado di pilotare l'informazione direzionandola un po' qua, un po la, ma mai dove realmente e in maniera trasparente dovrebbe andare.

La nostra esperienza nel mondo civile ci ha permesso di affrontare varie argomentazioni e documentarle con video, immagini e commenti audio.

 

In questo sito potrete rendervi conto personalmente di quanto possa essere facile "non dire" cose sconvenienti e sostituirle con frasi di eccellenza che attirano popolarità e deviano l'attenzione.

 

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Articoli

Forse qualcuno non ha capito che è cambiato il mondo.

04.07.2014 08:29

Finalmente abbiamo capito che il tunnel senza uscita in cui si è cacciata Livorno, al punto tale da esser diventata un caso politico nazionale, è da imputare a un gruppo di complottardi che avrebbe infiltrato la dr.ssa architetto Simona Corradini fra gli aspiranti al ruolo di assessore del nuovo Comune di Livorno a Cinque Stelle. D'un colpo è scattato un assedio mediatico niente male che ha agito come il napalm, cioè lasciato intatte le strutture politico amministrative (peraltro in fase di lenta gestazione) e cercato di demolire la credibilità di una persona che in questi anni ha fornito contenuti e stimoli a gruppi consiliari, associazioni, soggetti sociali emarginati perché tornasse a decollare il dibattito sull'urbanistica locale. In condizioni di libera e democratica dialettica. E soprattutto dal basso, non dalle stanze policrome di qualche progettista vicino al palazzo. Simona Corradini ha da sempre agito come facilitatore nel rapporto di comprensione dei progetti urbanistici; lo ha fatto nella maggior parte dei casi a sostegno della società e della politica, perchè il corso delle trasformazioni urbane non diventasse appannaggio dei tecnici prestati alla politica da un lato e dei soliti portatori di interesse dall'altro. Nell'ultimo anno sul nostro sito sono stati  ospitati interventi esplicativi (a disposizione di tutti) sulla impressionante sequenza di varianti  che ha interessato il territorio senza che da decenni alcuno ponesse seriamente mano alla riforma dello strumento urbanistico generale o rinnovasse i numerosi piani di dettaglio scaduti o prossimi a scadere anche nella delicata area del water front portuale. Senza considerare l'infinita novella del Piano Regolatore Generale del Porto, recentemente revocata in dubbio dallo stesso sindaco Nogarin tra l'ilarità generale. Con chi scrive ed altre Associazioni la dr.ssa Corradini  nel 2003 promosse per prima l'esperienza dell'Osservatorio Civile Porta a Mare, nel tentativo di approfondire i lineamenti di un'operazione che qualcuno avrebbe voluto somministrare e /o incassare a scatola chiusa. Da allora, mentre le Giunte che si sono succedute hanno sfornato un numero infinito di convenzioni col soggetto attuatore, Simona Corradini ha in modo incessante informato e documentato, sempre sul nostro sito, sulla singolare evoluzione di quel progetto. Che oggi appare clamorosamente ripetitivo di quanto avviene fra gli enormi volumi di Porta a Terra e Nuovo Centro. Poi la libera scelta di impegnarsi in politica, fra le fila di una lista civica di opposizione, cui ha fornito spontaneamente contenuti e linee programmatiche; una lista che non ha mai peraltro fatto sconti al governo locale di centro sinistra e ai suoi mutevoli associati. Un approdo certamente diverso da quello opportunistico immaginato da De Filicaia, uno dei principali sconfitti di queste ultime elezioni. E infine la decisione di proporsi al servizio di un progetto di cambiamento della città e delle sue convenzioni urbanistiche, che l'esito del ballottaggio aveva politicamente legittimato, dopo che quasi 40 000 elettori di vari orientamenti politici (tra cui liste civiche, Buongiorno Livorno e aree di centro destra) avevano consegnato a Nogarin la responsabilità storica di governare. In questo quadro aveva poco senso, in tutta sincerità, mantenere una regoletta "sull'incompatibilità personale" (legata al vincolo di appartenenza al Movimento a 5 Stelle) quando un pezzo variegato di città, con le sue professioni e le sue culture, si era collettivamente espresso, a favore di Nogarin, per il superamento del blocco d'ordine del Pd e dello stato di crisi che questa condizione politica aveva generato. La dr.ssa Corradini se non altro ha avuto la possibilità di mostrare il suo curriculum. Molto simile peraltro a quello di altri professionisti e operatori che pur avendo maturato da lungo tempo i requisiti per governare questa città  chiusa e complicata, si sono dovuti rassegnare al silenzio, alla fuga o al compromesso con il potere. Speriamo che il neo sindaco Nogarin li valorizzi, esercitando il potere di nomina che gli attribuisce la Legge e nessun altro. Buon lavoro e grazie, Simona.

Ballottaggio: siate affamati, siate folli

07.06.2014 10:39

Ballottaggio 8 Giugno

Livorno non è stata banale, soprattutto questa volta. Mentre nel Paese la carrozza renziana ha acquisito strada facendo tanti nuovi topolini, con una prova di indiscutibile maturità la città ha saputo differenziare il sogno europeo dalla sofferta constatazione di una città in irreversibile declino. La non presenza dell'ombra di Berlusconi, che oggi dirige la politica dai servizi sociali, ha finalmente liberato il quadro locale da pesanti riserve personali e ideologiche. Livorno è diventata finalmente una città giudicabile. Più facile e lineare è risultato il percorso di verifica di accertamento e delle responsabilità politiche anche in relazione alle omissioni e agli errori di un recente passato. Restano incognite sull'immediato futuro, pesano come macigni i contenziosi sospesi che l'Amministrazione uscente trasferisce al soggetto subentrante. Vengono plasticamente al pettine i nodi di non sviluppo che si sono attorcigliati intorno alla Porta a Mare, all'urbanistica creativa di questi anni, ad una gestione finanziaria reticente e difensiva, allo stato prefallimentare di alcune aziende controllate e partecipate nelle quali il Comune impegna capitali improduttivi. C'è poi la questione dei Piuss, uno fra i tanti temi meritoriamente sollevati in questi anni da Marco Cannito in Consiglio Comunale, sui quali tardivamente si scrive oggi nonostante l'evidente incongruità dei piani finanziari rispetto alle realizzazioni. Da tempo registriamo un cambio di clima in città e questo è positivo anche se la prova di maturità deve continuare, indipendentemente dall'esito del ballottaggio. La città ha bisogno di reti intelligenti, di curiosità intellettuale, di spazio plurali, di osservatori civili, di una nuova cultura dove la massa critica dei cittadini non sia considerata un ostacolo alle decisioni, ma uno stimolo a superare le contraddizioni fra le norme e la democrazia compiuta, fra la legalità amministrativa e la giustizia sociale. La politica è complessità, non può essere delegata agli uffici che anche in questi giorni di vacanza amministrativa hanno continuato a sfornare bandi ed atti, peraltro soggetti a ripetuti ricorsi, di dubbia legittimità e terzietà. Così come del tutto inopportuna è apparsa la decisione di regolamentare i tributi e la tassazione patrimoniale in scadenza di mandato. Anche per questi motivi riteniamo che di fronte a un quadro di questa complessità,si debba dare una indicazione di cambiamento. Uno sturm und drang piuttosto che una sonnacchiosa e rassicurante continuità. Una nuova politica orizzontale piuttosto che la formula "festa farina e forca" cara alla nouvelle vague renziana. Un nuovo quadro politico, in definitiva, dove ricollocare valori, rapporti di forza, piani di responsabilità, autentica progettualità, imparzialità amministrativa. Per questo l'Osservatorio Civile di Sequenze Cultura indica il Movimento a Cinque Stelle come unica possibile opzione per il ballottaggio dell'8 giugno.

 

Forum elettorale Comune di Livorno 25 maggio 2014

20.05.2014 08:18

 

Un folletto si aggira per l'Europa

23.03.2014 15:41

Mentre Renzi fa il folletto in Europa alla ricerca di "abbuoni" che gli consentano di finanziare a debito l'elargizione di 83 euro a favore dei salari medio bassi, gli Enti Locali si leccano le ferite in attesa di conoscere il proprio destino istituzionale (le Province) o gli spazi finanziari per potere liberare risorse ed effettuare investimenti dopo avere praticamente azzerato la propria capacità di indebitamento. I cittadini, lavoratori e pensionati, si accingono da parte loro agli adempimenti fiscali dopo la gelata della crisi dovendosi misurare con il complicatissimo mix delle imposte sulla casa e sui servizi dopo essersi per lo più arrampicati oltre la soglia dell'indebitamento familiare. Il più delle volte, per consentirsi il lusso di pagare le tasse e la rata del mutuo hanno dovuto intaccare risparmio e patrimonio, ma se non altro non falliscono come le Aziende, i cui titolari coincidono però spesso con il ruolo solo apparentemente desueto di capofamiglia. E allora un pignoramento familiare può diventare anche un fatto di cuore e spaccare sicurezze ereditarie. E allora, obiettivamente, 83 euro (che significano dieci miliardi di detrazioni fiscali) potrebbero non bastare a restituire il sorriso e a sostenere la "domanda". Le notizie non sono come al solito corrette, così come non è stata corretta (ed è un eufemismo) la cooptazione di Renzi e del suo staff alla Presidenza del Consiglio. La pratica eversiva delle primarie di partito ha di fatto e in diritto sostituito le elezioni e dato la stura ad una riforma elettorale che polarizzerà il sistema politico proprio mentre il Pd perde inesorabilmente potere coalizionale e l'ex Pdl si frantuma in un arcipelago di piccoli interessi in attesa che il principale partner di Renzi (Berlusconi) venga formalmente affidato ai servizi sociali. Renzi balla su queste macerie, forte del suo duplice incarico, millantando coperture finanziarie che non ha per sdoganare quelle riforme che dovrebbero "sostenere la crescita" e isolare le zavorre di un Paese malato di deficit (dello Stato) e di debito (pubblico). Servirebbero dieci miliardi che non ci sono per favorire gli sconti in busta paga e rilanciare i consumi domestici. Ma il leader fiorentino non poteva sapere che l'Europa non transige sul rispetto del 3% e allora addio ai 6 miliardi dati già per acquisiti unitamente al risparmio di 3,5 miliardi promesso inizialmente dal Commissario alla Spending Review per potere dare la scossa all'economia reale. In realtà Cottarelli (il Commissario) diventa ora l'unico interfaccia possibile per Renzi, perchè solo da lui, nel breve termine, potrà ricevere buone notizie sul fronte dei tagli alla spesa pubblica "improduttiva" e dunque sul recupero di copertura per avviare le grandi Riforme sbandierate sul suolo europeo. Cottarelli vuole, tra l'altro, tagliare anche sulle pensioni e financo sulle indennità di accompagnamento per i disabili,i n linea con la filosofia rottamatoria di Renzi che tanta parte ha nel sottile gioco al massacro (per il precariato) contenuto nel piano per il lavoro. Qui infatti la riproduzione sistematica dei contratti a termine (una pratica molto diffusa nei monopoli coop da cui proviene il neo ministro del lavoro Poletti) si accompagna con l'azzeramento degli ammortizzatori sociali e la conferma di una disciplina pensionistica che posticipa a tempo indeterminato l'età del pensionamento. Con il rischio che un'intera generazione (dopo avere beneficiato di un sussidio assistenziale condizionato dalla "ricerca del lavoro") si trovi intorno ai trenta/quarant'anni in mezzo al guado senza sapere dove sbattere la testa. Con un sistema pubblico ridotto all'osso dal blocco del turn over e dagli esodi anticipati e inevitabilmente deprivato di qualità professionali. Resta il sistema delle imprese, che tanta parte ha avuto nel convincere Napolitano ad effettuare la cooptazione quanto meno irrituale di Renzi nel ruolo che era stato del deberlusconizzatore Letta. Anche qui la promessa di saldare in tempi rapidissimi il debito commerciale residuo della Pa verso le imprese (inizialmente si era parlato di 15 gg), stimato in 40 miliardi effettivi rispetto ai 68 conclamati da Renzi, si è scontrata contro il fatto che quel debito potrà essere pagato alle imprese, con l'intervento in garanzia della Cassa Depositi e Prestiti sulle banche cessionarie dei crediti, se verrà computato nelle passività dello Stato influendo ovviamente sul rapporto del 3% (attività-passività dello Stato: prodotto interno lordo =0,03). Da qui il folleggiare di Renzi in Europa e il disperato, quanto grottesco tentativo, di svincolarsi dalla morsa europea promettendo una riforma del Senato che, come tale, dovrebbe spalancare aspettative di crescita e territori liberi per gli investitori, Ma intanto dovrà "decidere" sulla Spending review versione Cottarelli che non si annuncia indolore. Sarà quello il primo vero momento in cui il folletto fiorentino tonerà a misurarsi con il Paese reale dopo la parentesi suggestiva delle primarie dell'8 dicembre scorso. Sempre che un Paese reale, con le sue rappresentanze, continui ad esistere dietro la patina plebiscitaria opposta da Tv e carta stampata a chiunque cerchi di smarcarsi (magari anche culturalmente) da un pericoloso e montante conformismo di sistema.

Le carte che restano

17.03.2014 12:24

Il contratto di Factoring che ha salvato dal collasso finanziario la gestione pubblica di AAMPS. Fino a quando?

factoring.pdf (2017847)

Politica e media a Livorno: sondaggi, pesci rossi, fantacandidati. Si profila già l'incubo dei prossimi 10 anni.

06.02.2014 15:51

Il sondaggio Swg pubblicato in questi giorni dai principali organi di stampa livornesi è più che mai un traino concepito dal Pd per la candidatura unica alle primarie di Ruggeri. (ne ha fatto le spese una persona forse troppo seria come il ricercatore italo lusitano Bussotti). Non possiamo non ricordare il difficile parto di una candidatura credibile al tempo delle primarie Pd in una realtà a forte traino conformista come Livorno. Il macro trastullo di Renzi, che a Livorno ha coinvolto in modo orizzontale (quindi anche con l'apporto di elettorato di centro destra) almeno 15.000 persone, si è miserevolmente sciolto come neve al sole. Mentre infatti Renzi, prima di defilarsi temporaneamente dalla scena, restituiva a Berlusconi lo scettro del king maker nazionale (d'altra parte è stato privato del passaporto), a Livorno cadevano ad una ad una ipotesi di candidati Pd legati alla "società civile". Un autentico delitto perchè le competenze della "societa civile", come tale, da tempo non hanno più bisogno di essere riciclate dalla lavatrice di un partito per essere riconosciute politicamente. La vera scommessa intellettuale e professionale è quella di fare politica non per interposta persona o per interposto interesse. (format caro peraltro agli astuti professori universitari in quota Pd del Centro Biorobotico dello Scoglio della Regina). Gli intellettuali che mostrano eccitazione per il meccanismo plebiscitario delle primarie (siano esse di partito o di coalizione) ci lasciamo francamente perplessi. Dopo di loro è poi venuto il momento di alcuni "fantacandidati" piovuti da molto lontano, privi peraltro di alcun legame territoriale con la Città. Strombazzati ad arte dal Tirreno che intanto faceva (quasi per contrasto) squillare le trombe della cultura "dell'appartenenza" riabilitando via Facebook la memoria di alcune nullità locali della nostra storia recente. Alla fine è rimasto Ruggeri, l'identificazione plastica della mediocrità politica, uomo di partito che silenziosamente in questi anni si è fatto strada in "Regione". Di lui si ricordano due affermazioni guida, due perle del suo portfolio politico, che comunque saranno richiamate spesso in campagna elettorale. La prima è tutta un programma: "Basta parlà male della città di Livorno", la seconda è "Livorno ha bisogno di un Ospedale bello", argomento quest'ultimo che avrebbe dovuto animare e non poco le primarie di coalizione del centro sinistra. Definirle queste ultime di coalizione è comunque un azzardo perchè come sappiamo la coalizione non esiste ancora. Anche se cominciano a muoversi vorticosamente come pesci rossi nell'acquario soggetti che, grazie all'automatismo dell'alleanza maggioritaria, triplicheranno come per incanto la loro reale capacità rappresentativa dopo la lunga navigazione dei tavoli di questi giorni. Chi triplicherà la posta? Per farci un'idea pensiamo alla confusione di questi anni incredibili, con Sel, che con Bettini e Giannini ha potuto giocare indifferentemente su due tavoli diversi, con Romano, di cui non si contano le giravolte, con lo stesso Lamberti. che ha magistralmente interpretato il ruolo di internista di una maggioranza che formalmente lo disconosceva. A costoro non resta che l'ultima genuflessione nei confronti del gigante Pd, cui Swg regala un 42% molto generoso, frutto delle solite telefonate pilotate e circoscritte al tradizionale campione di fedelissimi un po' su con l'età. Sel è appena più sotto, corroborato da un 6% che al momento non trova riscontro in alcuna rilevazione nazionale, segno che evidentemente la politica dei due forni di cui sopra, almeno a Livorno, ha sonoramente pagato. Ma la forchetta è ampia, e probabilmente Swg ha voluto accarezzare l'idea di un patto forte Pd e Sel per evitare il ballottaggio, senza che il primo cannibalizzi (come sta avvenendo altrove) il secondo. Almeno in una certa classe di elettori. La sensazione è che il 50% sia ancora molto lontano e che semmai la partita per il Sindaco, del tutto scomparsa dalla rilevazione, se non appunto per il traino strumentale a Ruggeri, l'uomo della continuità strutturale, si giocherà a carte scoperte più avanti. Anche e soprattutto con il voto disgiunto, che verosimilmente attraverserà la vasta area di opinione che si riconosce almeno simbolicamente in Grillo. Gli altri voti (quelli raccolti loro malgrado dai rilevatori) hanno riguardato civiche (tra cui anche quella frontista di Buongiorno Livorno) e Rifondazione Comunista. E qui guida Marco Cannito, unico candidato a sindaco (per Città Diversa, non lista Cannito per Livorno come recita il sondaggio-acquario) in grado di programmare e aggregare consenso senza sovraesposizioni mediatiche e fuochi d'artificio. A partire da un dato (quello del 3%,con una ampia forchetta a disposizione) che di qui a maggio potrà essere felicemente capitalizzato con la penetrazione dei quartieri e la discussione di un programma che, ne siamo certi, subirà immediatamente il copia incolla del Pd e dello stesso candidato unico Ruggeri (alla faccia delle primarie).

Elections observer

Le carte che restano: il trip infinito della Porta a Mare di Livorno

23.01.2014 15:14

L'amministrazione comunale ha adottato una Variante al Piano Strutturale e al Regolamento Urbanistico vigenti, che sopprime il sottosistema Porta a Mare e stralcia le unità territoriali organiche Stazione Marittima, Porto Mediceo, Cantiere Navale dal Sistema insediativo per trasferirle nell’ambito portuale, introducendo la nuova unità costituita dalla Bellana. Il Piano Strutturale vigente aveva interpretato l’area della Porta a Mare come sottosistema parte del Sistema delle centralità, insieme al Nuovo Centro, completamente modificato quanto ad obiettivi strategici a seguito di variante, il Centro Città mai attuato come centralità urbana nella sua interezza e complessità e la Porta a terra. L’insieme delle aree che compongono la Porta a Mare di proprietà della società Porta Medicea, è costituito oltre che dal comparto Mazzini – Officine Storiche, attuale fulcro di sviluppo del progetto, l’area ex LIPS, una porzione del Molo Mediceo compresa tra l’area in concessione allo Yatch Club e l’area di proprietà Azimuth Benetti, l’area attualmente libera a ridosso delle mura medicee alla fine di Calafati. Secondo quanto disposto dalla variante al PS e al RU adottata dal Consiglio Comunale e in fase di osservazione fino al 17 febbraio, il Piano Particolareggiato approvato nell’ottobre 2003 sarà quindi variato o sostituito poiché si legge che l’attuazione degli interventi avverrà come “da piano attuativo convenzionato, salvo revisione dello stesso per quanto concerne la parte ancora non attuata e nel rispetto delle ulteriori prescrizioni contenute nel PRP”. La pratica delle continue variazioni del resto è testimoniata dalla sequenze di atti di Giunta Comunale che dal 2003 al 2011 hanno via modificato i progetti concessionati, la convenzione, la distribuzione delle destinazioni d’uso e gli standard urbanistici. Di seguito un elenco del susseguirsi di modifiche ed integrazioni al progetto Porta a Mare intercorse in questi ultimi  otto anni.

  • Del. Giunta Comunale n. 28 del 15/04/2011 Piano Particolareggiato "Porta A Mare". Approvazione Variante Progetto Preliminare degli interventi
  • Del. Giunta Comunale n. 261 del 20/07/2010 approdo turistico all`interno del porto mediceo e darsena nuova del porto commerciale di Livorno, destinazione a standard n. 120 posti auto all`interno del piano particolareggiato aree per attività port. a Porta a Mare. Approv. Schema convenzione
  • Del. Giunta Comunale n. 311 del 21/09/2007: Piano Particolareggiato delle Aree Portuali limitrofe alla Porta A Mare - Art. 22 R.U. Approvazione Variante Progetto Preliminare degli interventi
  • Del. Giunta Comunale n. 463 del 21/12/2006 Piano Particolareggiato della Porta a Mare. Modifica del Progetto Definitivo approvato con Delib. G.C. N. 122/2006. Opere Urbanizzazione e Opere Aggiuntive
  • Del. Giunta Comunale n. 123 del 03/04/2007: Piano Particolareggiato della Porta a Mare-Modifica ed integrazione dello Schema di Atto aggiuntivo alla Convenzione Rep. 57648/2006 Approvato Con Delibera G.C. 462/06
  • Del. Giunta Comunale n. 462 del 21/12/2006 : Piano Particolareggiato Porta a Mare. Approvazione Schema di Atto Aggiuntivo Alla Convenzione in data 29.4.2006 N. 57648 Del Repertorio
  • Del. Giunta Comunale n. 121 del 29/03/2006:Piano Particolareggiato Porta a Mare: Approvazione nuovo schema di convenzione
  • Del. Giunta Comunale n. 122 del 29/03/2006: Piano Particolareggiato Porta a Mare: opere di urbanizzazione e opere aggiuntive. Approvazione nuovo progetto definitivo a modifica di quello già approvato con Del. GC n. 236 del 2004
  • Del. Giunta Comunale n. 152 del 24/04/2006:Piano Particolareggiato Porta a Mare:Modifica ed integrazione dello schema di convenzione approvato con Del. GC n. 121 del 29/03/2006
  • Del. Giunta Comunale n. 236 del 04/06/2004: Piano Particolareggiato Porta a Mare:opere di urbanizzazione e opere aggiuntive. Approvazione  progetto definitivo
  • Del. Giunta Comunale n. 83 del 23/03/2004: Piano Particolareggiato delle opere portuali limitrofe alla porta a mare art.22 del Regolamento urbanistico. Approvazione progetto preliminare degli interventi e schema di convenzione.
  • Del. Giunta Comunale n.210 del 04/06/2004 : Piano Particolareggiato Porta a Mare:Approvazione progetto preliminare e schema degli interventi
  • Del. Giunta Comunale n. 357 del 07/11/2003: STU Porta a Mare: Convenzione ex art. 120, comma 4 TUEL. Provvedimenti (con questa delibera la Giunta delibera che, la realizzazione della strada interna, via Edda Fagni, pur insistendo nel perimetro della Porta a Mare, debba essere finanziata con soldi pubblici poichè a servizio anche dell'area industriale del cantiere)

Livorno 2014: la ricomposizione attiva delle macerie.

16.01.2014 09:04

ELEZIONI AMMINISTRATIVE: E' IN BALLO IL NUOVO RUOLO DELL'ENTE COMUNALE

Grandi manovre in vista delle prossime elezioni amministrative a Livorno. Non ci saranno gli orpelli della Provincia elettiva e delle circoscrizioni comunali (azzerati dal vento della spending review) e allora tutte le energie dei competitors saranno concentrate sul Comune, inteso come organizzazione amministrativa e come piattaforma d'area "per lo sviluppo di un'economia logistico costiera". Quante volte, leggendo i giornali, abbiamo cercato di metabolizzare questi due concetti. Non sempre ci siamo riusciti. Anche perchè la distanza fra le parole i fatti è risultata spesso incolmabile. La spavalderia cialtrona  di certa politica tutelata e vezzeggiata da una stampa forzosamente servile ha fatto il resto.  E quelle paroline (logistico, costiero) oltre a essere beffarde, rischiano di suonare anche anacronistiche per una realtà che stenta da anni a darsi un profilo di città europea  legato alla totalità delle funzioni urbane e alla partecipazione virtuosa e attiva dei cittadini (da chiamare in causa non solo quando si tratta di votare per qualcuno e qualche cosa). Immaginiamo il contributo che potrebbe dare in questo senso allo sviluppo del turismo d'accoglienza una diffusa conoscenza delle lingue straniere almeno da parte di quei residenti e di quegli operatori commerciali che conducono le proprie vite di frontiera nell'immediata prossimità dello scalo portuale. Un Comune serio, invece di baloccarsi con lauree discutibili, potrebbe fare qualcosa in questa direzione valorizzando l'intreccio di culture e relazioni a partire ad esempio dai taxi collettivi o da eventi condivisi. Un Comune serio non può restare indifferente rispetto a un mondo che da aprile a novembre ci potrebbe entrare in casa senza prendere la via di Firenze.

GLI EFFETTI SELETTIVI DELLA CRISI SULL'ECONOMIA LOCALE 

La crisi ha d'altra parte "compartimentato" i settori, privandoli di integrazione funzionale e impiccandoli all'incognita dello 0,1 di crescita caro a Saccomanni e Letta.  Quando un'azienda industriale o commerciale non fattura più o è costretta ad azzerare i ricavi perchè non riesce più ad agganciare alcune commesse strategiche sul mercato estero, è destinata ad un binario morto che la conduce inesorabilmente alla chiusura. Ci sono intere aree industriali (come quella del Picchianti) che oggi appaiono, anche urbanisticamente, come un deserto rosso. Nessun servizio evidente, l'unico tentativo di creare un Centro Direzionale a poche centinaia di metri dall'Inceneritore (sempre in funzione, peraltro, con effetti devastanti per le popolazioni) è finito nel nulla. Anzi, con un contenzioso fra i costruttori ed Aamps, che aveva promesso di condurvi ivi in locazione i futuribili Uffici dell'Ato Rifiuti dietro la promessa di vendita della sua antica sede di Via Bandi, oggi alla mercè dei senza fissa dimora. Ma in questo senso la stessa dimensione della crisi ha assunto una connotazione anche politica (locale e dunque comunale) perchè la paradossale e ostinata  ricerca di poli d'eccellenza (tipo quello astrattamente universitario), la concentrazione di finanza comunale e regionale sui Piuss ancora da completare, l'immobilizzazione di alcune decine di milioni sulla viabilità ospedaliera del comparto sud, hanno sottratto risorse utili, specie durante la gelata della crisi, alla promozione di interventi pubblici che avrebbero potuto rappresentare un elemento di controtendenza da giocarsi per l'immediato futuro. Dal rocambolesco insediamento di Azimut Benetti sulle aree produttive dell'ex Cantiere nel 2003 è uscito a fatica qualche yacht irraggiungibile anche alla vista (al netto di quelli che hanno preso fuoco), ma non quella attività di filiera di cui molti osservatori interessati parlarono all'atto del suo insediamento. Quante chiacchiere su Azimut come volano delle riparazioni, del refitting, addirittura di attività espositive (qualcuno parlò di Ex Pirelli) che avrebbero dovuto fare concorrenza a Genova. Scomparsa la prospettiva del porto Turistico (che secondo Il Tirreno di allora avrebbe potuto occupare nel giro di pochi anni qualche decina di migliaia di persone), di cui oggi si parla in una prospettiva peraltro ridotta, mentre assumono plasticamente corpo negli ambiti urbani di Piazza Mazzini e delle ex Officine Storiche le strutture di supermercati ripetitivi dei punti vendita del Nuovo Centro e di Porta a Terra, come in una specie di ordalia del consumo alimentare e non che lega una città stremata al suo immediato futuro.

OLTRE L'EDILIZIA DELLE GRANDI OPERE COME TRAINO OCCUPAZIONALE: AREE, FILIERE E DEMOCRAZIA

Il Porto operativo da parte sua è storicamente distante dalla Città, ingessato com'è dalle  concessioni improduttive e dalle sue arci note arretratezze strutturali che richiederebbero ben altro approccio culturale anche da parte dell'amministratore pubblico. Al di là di quanto viene annunciato nel Piano Operativo Triennale da un numero infinito di anni. Buone idee, come quella italo-picciniana dei Grandi Molini e dei Magazzini del freddo hanno mostrato più di una debolezza finanziaria, dovendosi confrontare con mercati globali particolarmente aggressivi. Il nanismo imprenditoriale dei terminalisti e la crisi strutturale del soggetto imprenditoriale dei portuali (oggi alla ricerca di ossigeno finanziario, anche qui, da Mamma Coop Tirreno) hanno completato il quadro. Per il resto nessuna esperienza di filiera degna di questo nome, come accade sempre più frequentemente altrove. Dalla coltivazione del pomodoro alle serre floreali e agricole, dalla produzione della pasta, della carta  a quella dei film, passando, ove del caso per le professionalità informatiche di supporto e  l'ormai scontato business delle energie rinnovabili, almeno finchè sul comparto non si sono abbattuti gli appetiti della speculazione e dell'intermediazione politico burocratica di sistema. Tutti interventi che legano insieme l'attività di raccolta finanziaria a quella produttiva, quella del trasporto alla più ampia opportunità di commercializzazione diffusa, unica alternativa seria all'egemonia fondiaria e distributiva della grandi catene commerciali. Tutte attività che potrebbero incentivare i giovani a rimanere in zona e smentire quel vecchio andazzo per cui per fare fortuna "bisogna andare a Roma", se solo esistesse una politica delle aree e delle concessioni finalmente oculata. Che  intendesse diversificare le opzioni e investire sul territorio contro gli effetti di una crisi che oltretutto tende a spacchettare dividere, disperdere le professionalità piuttosto che concentrarle in un percorso virtuoso. Un Comune serio oggi può orientare l'economia locale. Senza nascondersi dietro l'alibi interessato della crisi. Occorrono amministratori nuovi e professionalità aperte. E un legame profondo alla città che non passi, una volta tanto, da qualche sezione di partito  dalla direzione di qualche giornale o dal circo elettorale delle primarie. Tanto meno dall'interessato buonismo di chi afferma, per complicità ideologica, "voltarsi indietro non serve, quello che è stato è stato, è ora di pensare al futuro", sottraendosi per scelta interessata all'accertamento di precise responsabilità politiche. E' ora di ricomporre le macerie.

Promenade Nuovo Centro (LI): il campo dei miracoli

31.12.2013 11:56

 

2014: IL VIDEOGAME DELLA POLITICA

30.12.2013 14:45

"Con Renzi ci si diverte perchè è sostenibile". Lo ha affermato Giuliano Ferrara, in un sorprendente endorsement di qualche settimana fa. Ma sbaglierebbe chi pensasse ad un intervento interessato. Il profilo di Renzi incrocia l'empatia di commentatori insospettabili oltrechè il sostegno di un sindacalista già duro e puro come Landini della Fiom. (antico sponsor di un millantatore a suo modo plebiscitario come il costruttore Rossignolo da Torino). Date poi per scontate le aperture a sensazione di Repubblica e Corsera su ogni cosa che passi dalla tastiera del computer del leader fiorentino, non sono da ignorare qua e là le lettere ai giornali del popolo del centro destra orfano di Berlusconi (che attraverso Renzi e le primarie rivendicano la vittoria del "popolo" sugli "apparati" del centro sinistra) e le mozioni di simpatia degli anti berlusconiani di professione, che pur di legittimare Renzi (al posto dell'Uomo di Arcore) sono pronti ad ingaggiare una battaglia epocale per la definitiva abolizione dell'articolo 18 e la conseguente fluidificazione del mercato del lavoro. C'è in fondo un tratto comune nell'incoronazione bipartisan che deriva a Renzi dal fatto di essere tale, cioè il politico più amato dagli "elettori"; gente simpatica che per votarlo alle primarie del Pd non ha dovuto mostrare alcuna carta di identità politica e in fondo anche morale. E' il tratto appunto dell'investitura diretta, una sorta di eterna primaria che lo assolve preventivamente da ogni peccato e gli consente, contestualmente, di trasformare il flusso temporale della politica in una condizione "di consenso" per il capo. Il votificio del capo o dei capi, per l'appunto, palestra operativa di un riassetto istituzionale che si salda, vent'anni dopo, con l'intuizione al cachemire di Mario Segni (il Sindaco ipermaggioritario d'Italia, un meccanismo schiacciasassi che tanti danni sta producendo sui territori) e con le prove tecniche di semi-presidenzialismo caro alla storica Bicamerale del duo D'Alema Berlusconi. La novità di Renzi, che si aggiunge ad alcuni elementi del passato ogni volta che Repubblica e Corsera spingevano per il "cambiamento" generazionale, è esattamente questo percorso tacitamente sovrapposto alle mediazioni infinite della politica, una sorta di frenetico e quotidiano videogame che costringe gli "altri" ad inseguire. Un videogame grazie al quale Renzi può anche permettersi di "non governare" (e di scegliere di continuare a fare nonostante tutto il Sindaco di Firenze) controllando  le carte distribuite dal manovratore quirinalizio, di correggere e/o manomettere le decisioni del Governo senza esasperare il conflitto con il premierato forte di Letta (se il governo "fa" va avanti),di ipotizzare riforme preoccupandosi non tanto di dire quali, quanto di assicurarsi una maggioranza purchessia per poterle una volta tanto approvare tra l'inerzia del Parlamento e il ruolo interdittivo della Corte Costituzionale orientata da Napolitano. Ma è lo stesso videogame che fa scrivere i giornali ogni volta che Renzi twitta a favore della sperimentazione animale o quando alla convention di partito sollecita a Borsa chiusa il collocamento del titolo Moncler o quando ancora, attraverso i suoi fedelissimi, si schiera contro la ricapitalizzazione del Monte dei Paschi e, di fatto, la  prospettiva di una immediata refusione dei Monti Bond  al contribuente italiano, preso nuovamente in giro da Letta e dai maggiori giornali italiani sul taglio al cuneo fiscale. (Che vale 4 miliardi di euro al pari del prestito montiano al Monte dei Paschi). Ma per azionare il videogame occorre in primo luogo neutralizzare il conflitto politico tradizionale. Il "mandato" plebiscitario degli elettori, che oggi non sono pregiudizialmente di destra o di sinistra, lo invita ad occupare una larga zona del campo, dal quale si possono più facilmente contrastare provvedimenti "porcata" (tipo quello sulle slot machine), impugnare il Decreto Salva Roma o alzare barriere telematiche di fronte all'impresentabile palude redistribuitiva del Decreto Mille proroghe di fine anno. In tutti questi casi "Renzi vince", proprio perchè opera dalla singolare posizione di esterno "elettivo" rispetto ad un governo baricentrato sulla posizione di un Pd di cui sarebbe, ma incidentalmente, anche segretario politico. La vecchia storia di un partito talmente forte da generare anche la sua principale opposizione. Che oggi appare più che mai nelle salde mani di un capo e dei suoi fedelissimi. Grillo e i suoi avranno pane da masticare.

 

sergio nieri

 

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