Enrico Letta, ma il peggio deve ancora venire

26.04.2013 07:00

L'Uomo Nuovo dovrebbe essere Enrico Letta, non era scontato che fosse, vista la concorrenza del barzellettiere Renzi, ma c'erano elevate probabilità che la scelta del mummificando Napolitano ricadesse su di lui. Non perchè sia anagraficamente giovane, "ma esperto". Come qualcuno improvvidamente ha già scritto. Ma perchè a differenza del secondo rappresenta la continuità funzionale di Monti. Assai più di quanto non avrebbe potuto essere lo stesso Bersani, che pure per quasi un anno ha subito senza opporre alcuna resistenza gli "inevitabili" provvedimenti del Governo Monti in materia di lavoro e di finanza pubblica. Se qualcuno ha la pazienza di scorrere  le nostre "croniche" del novembre 2011, rileverà come fu proprio Enrico Letta a sostenere a spada tratta la candidatura di Monti, ben prima che lo facesse il suo stesso partito, mentre si consumava l'ultimo, drammatico atto del Governo Berlusconi nonostante che Tremonti poche settimane prima degli eventi (dopo l'ennesima manovra di aggiustamento) avesse inutilmente proposto di inserire addirittura "il pareggio di bilancio" (da conseguire entro il 2013) in Costituzione. In un clima di macerie e di crespuscolo degli dei, con lo spread vellicato dagli speculatori e agitato dai gossip berlusconiani, Letta comparve ripetute volte in televisione (non si capisce bene a quale titolo) dichiarando che se non ci fosse stata la svolta l'Italia "avrebbe fatto la fine della Grecia". Solo che la Grecia, dilaniata dal conflitto sociale, andò democraticamente al voto due o tre volte (se non ricordiamo male), mentre nell'Italia tranquilla "filodiffusa" da Lerner, Ballarò e Santoro, ma con le piazze vuote, Napolitano invece di sciogliere le Camere nominò Monti con grande soddisfazione e riconoscenza di Letta. Che in quella circostanza si conquistò i galloni del capitano. E la futura "indicazione"a premier ad opera di un sempre più "absolutus" Napolitano. Oggi il quadro è capovolto, con Letta sulla tolda del comando e un rimontante Berlusconi con una serie di condizioni (sulla giustizia e sul fisco) che appaiono quanto meno distoniche rispetto alla polpetta avvelenata del Def  licenziato dal governo dimissionario(!) di Monti. Un rompicapo niente male che potrebbe anche intrappolare Berlusconi rispetto al suo elettorato (che si aspetta la restituzione dell'Imu 2012 e non la sua impunità), a meno che la sofisticata diplomazia di Letta (sotto la tutela di Napolitano, molto gradito dai mercati e dal Fondo Monetario) non riesca a trasformare il severo gendarme Olli Rehn in un topolino e a rassicurare il fronte politico bancario dell'eurozona. Resta da vedere quale sarà il destino del Pd nella tempesta perfetta innescata da Napolitano in questo contesto e quali  le caselle ministeriali occupate dal Pdl. No, non è più il tempo di fare la fine della Grecia.