Rigassificatore OLT: La sicurezza dove sta?

09.08.2013 07:43

Tratto da: http://www.lastampa.it/2013/08/07/blogs/in-diretta-da-greenpeace/rigassificatore-olt-la-sicurezza-dove-sta-CRFNm7nbw8Y7VMekgm1MCM/pagina.html

Ci riempiamo la bocca, e i necrologi, con gli impegni a estirpare la piaga degli “incidenti sul lavoro”, una guerra silenziosa che secondo l’INAIL nel 2012 si è portata via in Italia 790 uomini, donne, ragazzi e ragazze. Dopo, tutti a piangere. Prima? Solo chiacchiere.  
 
Ecco un bell’esempio di attualità: è appena arrivato al largo di Pisa - Livorno il rigassificatore OLT. Un unicum: non esiste niente del genere al mondo. Una nave che accumula gas naturale liquefatto (GNL) e poi lo scalda fino a gassificarlo, per immetterlo in un gasdotto che lo porta a terra. Si tratta di un sito industriale pericoloso (ai sensi della Direttiva Seveso) piazzato in mezzo a quello che dovrebbe essere il Santuario dei Cetacei. Dovrebbe, perché con un mostro del genere in mezzo al mare, di Santuario ha ben poco.  
 
Il rigassificatore è stato autorizzato con un provvedimento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23/2/2006. È un numero decisamente interessante della Gazzetta Ufficiale, perché contiene un altro reperto notevole: il Decreto 6/2/2006 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Tale Decreto, guarda caso, autorizza l’operazione che si farà di routine sul rigassificatore: il trasbordo di gas tra due navi.  
 
Ma che bisogno c’era di autorizzare questo trasbordo? Semplice, perché quest’attività – il termine tecnico è “allibo” – fino al giorno prima era vietata. Troppo rischiosa: se le due navi oscillano in modo asincrono (sapete com’è, in mare capita…) la condotta che trasferisce il GNL si può rompere, il GNL finisce in mare, assorbe rapidamente calore ed esplode senza fiamma.  
 
Quale miracolo della tecnologia è intervenuto, prima del febbraio 2006, per convincere il ministero dei Trasporti a revocare il divieto? Non lo sappiamo e non lo sapremo mai. Il decreto fa riferimento solo al parere di un “Gruppo di lavoro merci pericolose”. Sono anni che Greenpeace, e vari parlamentari, chiedono di visionare questo parere. Giusto per sapere chi l’ha firmato, per quale motivo è stato richiesto e soprattutto per sapere quale sconosciuta rivoluzione tecnologica metterebbe al sicuro i cittadini dal rischio di un botto colossale: l’energia accumulata in una gasiera è stata stimata equivalente a quella di una piccola bomba atomica. Spero sia un’esagerazione, ma è vero che un incidente a Skikda in Algeria, era il 19 gennaio 2004, ha ucciso 27 operai e ne ha feriti altri 56. Ovviamente sono i lavoratori, quelli che stanno sulla nave-deposito-rigassificatore, a rischiare di più.  
 
I sindacati, da noi avvisati di tutta questa faccenda in data 7 febbraio 2011 hanno preferito ignorarci. Spero davvero che non succeda nulla, ma se dovesse succedere non voglio sentirli piangere: non ne hanno il diritto. 
 
* direttore delle campagne di Greenpeace Italia